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Attacco alla democrazia

14 gen 2021
Tempo di lettura: 2 min

Assalto a Capital Hill, come e perché è accaduto, quali ritorsioni ha avuto?


Le immagini hanno fatto il giro del mondo nel tempo di un click, l'attacco avvenuto il 6 gennaio al palazzo del potere americano, ha scandalizzato l'opinione pubblica ed ogni schieramento politico in tutto il globo.


Ma affrontiamo cosa è successo con chiarezza.

Un gruppo, composto da numerosi manifestanti, insieme di diversi gruppi, legati alla destra eversiva, molto vicini alle idee dell'uscente presidente Donald J. Trump, hanno attaccato il centro del potere americano, Capitol Hill. Sostenitori dal gusto prettamente legato alla destra, al razzismo ma non solo.

Ciò che ci spaventa, anzi ci innorridisce in quell'ora barbarica è l'odio che vogliono portare.

Non è passato inosservato l'outfit di alcuni partecipanti e non mi rivolgo ai complottisti, ma bensì ai simpatizzanti neonazisti con le loro felpe inneggianti ai campi di concentramento, per non parlare delle bandiere da quelle naziste a quelle confederate, c'era di tutto, bastava fosse razzista!


Era così composto l'ensemble di manifestanti, un marasma di neonazisti, simpatizzanti della destra estrema, sostenitori di Trump ed altri dalla dubbia identità ideologica.

Ma se ci riflettiamo, cos'è che ci ha colpito ed ha colpito chiunque, tranne gli stessi manifestanti, così tanto da avere avuto una risonanza mediatica così enorme?


Non è domanda semplice da affrontare, ci sono numerosi elementi che concorrono a creare un clima di insofferenza ed odio, in questo caso però possiamo identificare dei personaggi guida, capaci di mobilitare folle oceaniche come il presidente Trump, bannato infatti dai social network più importanti, proprio per il rischio di nuove rivolte.

Ma soprattutto possiamo indicare un governo americano noncurante dei suoi "conflitti interni", delle sue crepe che possono fare crollare anche una delle superpotenze mondiali.

Aspettarsi delle insurrezioni era possibile, anzi inevitabilmente, dopo le numerose campagne di disinformazione al grido di: "vittoria rubata".


Si è notato però che a difendere la casa della democrazia non ci fosse un grande schieramento di difesa, almeno non adatto a quell'orda di personaggi.

La guardia nazionale è arrivata solo il sette gennaio, a giochi finiti, quasi una beffa.

L'attacco è stato condannato da tutti, persino da Pence, vice di Trump, ciò era inevitabile.

La grande stella Trump sembra essersi dimostrata una meteora, già dall'arrivo del Covid-19, questo è stato il colpo di grazia?


Forse, capiremo maggiormente all'insediamento di Biden.


Quello che attende ora l'America è un esame di coscienza interiore, una seduta di psicologia sociale, che cerci di frenare l'avanzata di odio e violenza, che sembrano oramai all'ordine del giorno.

Ciò che accadrà non ci è dato sapere.



Il team@wanderersinbooks

-ARCHEOMO



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