Recensione: punizione divina
Aggiornamento: 6 gen 2021
Se volete leggere un libro d'amore e divertente, questo è il libro che fa per voi!
Paola Chiozza non delude mai!

Titolo: Punizione divina
Autore: Paola Chiozza
Genere: Romanzo rosa
Pagine: 408
Uscita: 2019
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Frase:
«[...]Sei la mia punizione divina e io sono condannato ad amarti fino alla fine dei miei giorni»
«È una minaccia?»
«No, è una promessa»
(Scott e Giuditta)
Trama: Una fashion victim e un cowboy: una storia d'amore che è un'apocalisse Giuditta Moretti, fashion victim milanese e brillante studentessa universitaria, è al settimo cielo. Per concludere il suo percorso di studi manca solo il tirocinio a New York, in una grande banca d'affari. L'attendono un lavoro interessante e la città più bella del mondo: comprare quello splendido paio di scarpe Jimmy Choo che la chiamano dalla vetrina è il degno modo di festeggiare. Ma qualcosa va storto, e per un errore di smistamento la sua destinazione non è più Manhattan, ma un inutile ranch sull'orlo del fallimento nel Montana: cavalli (non lo stilista, purtroppo), tori, mucche e puzza di sterco. E Scott Sullivan, figlio del proprietario del ranch: un arrogante cowboy tutto muscoli e presunzione, che per di più si veste in modo orrendo. Giuditta, seppur disperata, sa che si tratta solo di tenere duro qualche settimana, cercando di migliorare la disastrosa situazione economica del ranch. Poi potrà tornare a Milano, alla sua laurea, ai suoi adorati negozi, alla sua vita di sempre e tutto questo sarà solo un brutto ricordo. Semplice, no? No. Tra figuracce, momenti di disperazione e cortocircuiti ormonali Giuditta sta per scoprire il vero volto del sacrificio e dello spirito d'iniziativa. E forse anche quello dell'amore.

Giuditta Moretti è la migliore del suo corso all’Università Bocconi, condizione che ama tanto quanto ama tutto ciò che riguarda la moda.
Al posto dell'angelo e diavolo, sulla spalla come consigliere lei ha Anna Wintour e Donatella Versace, con le quali ha dei vivaci dialoghi interiori. L’unico santo in cui crede è Giorgio Armani, del quale ha perennemente con sé una piccola foto, tipo santino.
Giuditta vive perennemente fuori dagli schemi, può sembrare svampita o scortese ma semplicemente agisce con impulso e non valutando le conseguenze, rischiando così di trovarsi alla centrale di polizia piuttosto che con le mani sulle chiappe del fratello di Scott. Senza dubbio alcuno la protagonista è la regina delle figure di cacca (a volte nemmeno così metaforiche) e delle affermazioni fatte a sproposito. Così come è esattamente sul pezzo in riferimento a questioni finanziarie, su tutto il resto è una totale mina vagante.
L’unico amore in cui Giuditta crede, prima del suo arrivo in Montana, è quello per scarpe e abiti, che mai l’hanno delusa e che mai potranno farlo.
Nella landa desolata in cui erroneamente viene indirizzata dall’Università per il tirocinio finale incontra però Scott, il figlio del proprietario del ranch che deve salvare dal fallimento, un cowboy che passa da una ragazza all’altra con una frequenza notevole.
Il loro rapporto inizia come una scommessa per Giuditta, trasformandosi poi in altro tra numerosi alti e bassi. La carente fiducia di Giuditta nei confronti del cowboy sarà un ovvio grande ostacolo per la coppia che coppia non è, così come lo saranno il pregiudizio che la ragazza prova nei confronti di Scott e il divario sociale tra i due, almeno dal punto di vista della signorina Moretti. Lui ne prende atto, si arrabbia, la provoca, si arrabbia ancora, ride di lei, la tiene sulle spine, la fa preoccupare, arrabbiare, spaventare, innamorare.
Una commedia romantica che riesce a dosare le battute più esilaranti e divertenti (di quelle che ti fanno scoppiare a ridere perfino a distanza di giorni, se ti tornano in mente) al romanticismo.
Voto:

-CLARE




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